Autori: Marialuisa Brenna, Martina Camprincoli, Mattia Fiore, Ivan Freddo, Chiara Morena, Luca Vanelli. Si ringrazia MEEO per il supporto.
C’era una volta un gatto di nome RoMEEO che viveva sotto un ponte di Venezia. Un giorno all’improvviso l’acqua si alzò e il gatto dovette scappare. In cerca di un nuovo rifugio, RoMEEO incontrò Marco che aveva la casa allagata.


Ma perché anche la tua casa è allagata? Io non capisco!
Perché si è appena verificato un evento climatico estremo!
Che cos’è un evento climatico estremo?

È un evento che si verifica in un determinato luogo o periodo dell’anno raramente. Ovvero se le caratteristiche che lo definiscono, studiate sulla base di indici climatici, risultano maggiori o inferiori a certi limiti soglia.
Alcuni fenomeni climatici estremi di cui hai sentito di sicuro già parlare potrebbero essere:
- le precipitazioni estreme, che si verificano quando la precipitazione totale giornaliera supera una certa soglia, definita per una data area geografica, durante un periodo di tempo solitamente inferiore ad una settimana;
- le alluvioni che sono straripamenti di un fiume, un torrente, un canale, un lago o del mare dai propri confini, che portano ad allagamenti temporanei di aree che abitualmente non sono coperte d’acqua;
- il posto dove vivevi si trovava in una area ad alto rischio di alluvioni;
- un rischio è legato a due fattori: alla pericolosità, espressa come probabilità che un fenomeno si verifichi in una certa area e in un certo intervallo di tempo, e alla vulnerabilità, definita come tutto ciò che esiste di antropico in un certo territorio e che direttamente o indirettamente è suscettibile di un danno materiale.
Oddio che paura! Ma cosa devo fare se vengo portato via da un fiume?
E se sono a casa? Cosa faccio?
Caspita, dev’essere proprio dura vivere in un posto così! Ma quindi com’è vivere in un territorio ad alto rischio climatico?
Ma è una esperienza terribile! Questo significa che ci sono molte persone che sono a rischio idrogeologico o lo saranno in futuro?

Esatto. Legambiente nel 2019 ha scoperto che sono le città i luoghi in cui si corre il maggiore rischio quando avviene un evento estremo. Questo perché negli ultimi ‘70 anni non si è pensato ai rischi che si correvano costruendo in modo sconsiderato sulle aree naturali. In questo caso si dice che c’è stata una tendenza al “consumo del suolo”.
Il fatto che in molte città non ci siano aree verdi o naturali, ma solo costruzioni di cemento o altri materiali simili fa sì che il suolo sia eccessivamente “impermeabilizzato”. Quando avviene un’alluvione o anche solo una pioggia eccessiva una città è molto più fragile rispetto a un’area non urbana.
Negli ultimi anni gli eventi estremi avvengono sempre con maggiore frequenza, mettendo a dura prova le nostre città. Inoltre le aree costiere si troveranno a fronteggiare un altro importante problema: lo scioglimento dei ghiacciai sta provocando l’innalzamento dei mari. Questo significa che molte saranno presto a rischio sommersione.
Mmm… quindi le città e le zone costiere? Questo significa che moltissima gente vive in territori a rischio!
Esatto. In particolare tutta l’Italia è considerata un paese delicatissimo dal punto di vista idrogeologico. I dati Ispra nel 2017 segnalavano che il 91% dei comuni italiani è a rischio idrogeologico e più del 16% del territorio è classificato come a maggiore pericolosità. Questo significa che 1.28 milioni di abitanti vivono il possibile rischio di una frana e ben 6 milioni a rischio alluvioni.

Il principale problema è l’alternarsi di periodi di siccità a piogge torrenziali ed eventi estremi, che nel giro di poche ore causano stop alle infrastrutture, allagamenti agli esercizi commerciali e vittime. Come se non bastasse il 67% dei comuni ha dichiarato a Legambiente di avere delle abitazioni in aree a rischio.
Per quanto riguarda i rischi nelle zone costiere Enea ha individuato 40 aree in Italia a rischio sommersione: più di 380 km di costa rischiano di essere allagati in futuro!

Ma quali sono gli eventi meteorologici estremi che si verificano più spesso?
Dei 946 fenomeni meteorologici estremi mappati in questi 10 anni, la maggior parte sono connessi direttamente alle precipitazioni intense. Si sono verificati 416 casi di allagamenti da piogge intense e 347 casi di stop alle infrastrutture, primi tra tutti metropolitane e treni urbani.
Roma è stata la città più colpita da allagamenti, con ben 28 eventi di questo tipo negli ultimi dieci anni. Roma effettivamente non sembra un buon posto dove andare Romeeo. Del resto molte altre città sembrano non passarsela bene. Insieme a Roma, anche Bari, Agrigento e Ancona hanno avuto oltre 10 allagamenti in questi anni.
Tutta questa acqua quali problemi crea?
L’eccesso di pioggia, sommandosi ai fattori di rischio del territorio, provoca molte altre conseguenze negative. Secondo i dati dell’Osservatorio Città Clima di Legambiente sono 35 casi di frane e 118 esondazioni fluviali che hanno provocato danni sul nostro territorio.
Sempre secondo Legambiente, Genova con 4 episodi di frane è sicuramente la grande città più esposta da questo punto di vista. A Milano si contano invece almeno 20 esondazioni dei fiumi Seveso e Lambro negli ultimi dieci anni con conseguenze soprattutto sul quartiere Niguarda e danni per centinaia di milioni di euro che colpiscono soprattutto la mobilità della città
Ma quindi un sacco di persone rischiano la vita tutti i giorni!
Hai ragione! Dal 2010 a oggi, 251 persone sono state vittime degli eventi che abbiamo fin qui descritto. A queste si aggiunge l’evacuazione di 50mila persone che a causa di frane, alluvioni, trombe d’aria hanno visto le loro case danneggiate o distrutte e sono state costrette a spostarsi in maniera più o meno temporanea

Marco, io però non capisco… Ma se sappiamo tutte queste cose, perché non ci stiamo impegnando di più per risolvere la situazione?
Romeeo, non è così facile.. Oggi secondo gli esperti servirebbe fare tantissime azioni tutte assieme, come delocalizzare gli edifici a rischio, fare lavori per ridurre i rischi, sapere dove sono le frane e le zone allagabili, fare piani di emergenza, informare i cittadini, pianificare per bene le prossime costruzioni.. Un sacco di cose!

Allora cosa stiamo facendo davvero per prepararci a quello che succederà?
Negli ultimi vent’anni abbiamo speso ben 6 miliardi di euro per metterci al sicuro. E quasi tutti li abbiamo spesi per sistemare o prepararci ad alluvioni e frane. Ne abbiamo spesi tanti di più per riparare i danni, qualcosa come 20 miliardi. Il rapporto tra prevenzione e riparazione è insomma di uno a quattro. Inoltre, si è provato a capire quanti soldi ci servirebbero per mettere tutto il paese in sicurezza: circa 26 miliardi di euro
Allora non c’è modo di evitare questi eventi climatici estremi. Siamo proprio insignificanti come due gocce di pioggia dentro il mare.
Non c’è modo di evitarli, ma adesso sai come comportarti e hai un nuovo amico con cui affrontarli.




