Negli ultimi cinque anni è la vaccinazione anti-varicella ad aver registrato il maggiore aumento in termini di copertura. Ora la recente emergenza di COVID-19 riporta alla ribalta proprio l’importanza dei vaccini.

SARS-CoV-2 appartiene alla famiglia del Coronavirus, virus a RNA il cui involucro ha forma sferica con glicoproteine disposte sulla superficie a corona e responsabili principalmente di patologie respiratorie e intestinali. Il vaccino invece è una preparazione rivolta a indurre la produzione di anticorpi protettivi da parte dell’organismo, conferendo una resistenza specifica nei confronti di una determinata malattia infettiva. Per il virus recentemente comparso i tempi di attesa per la formulazione di un vaccino si aggirano intorno ai 12-18 mesi.
Le vaccinazioni in Italia
Analizzando i dati relativi alla copertura vaccinale per i bambini di 24 mesi nel periodo 2013-2018 rilasciati dal Ministero della Salute si evidenzia una stabilità relativa per quanto concerne poliomielite, tetano e pertosse. Anche la vaccinazione trivalente (rosolia, morbillo e parotite) si mantiene stabile.

Il dato in evidenza è l’aumentata copertura vaccinale contro il virus di Herpes-zoster o virus della varicella. La suddetta vaccinazione, introdotta nel 1995, ha evidenziato un picco di aumento tra il 2017 e il 2018. È da notare che il 2017 è l’anno in cui è divenuto obbligatoria per legge nei bambini sotto i 6 anni d’età.
La varicella è una malattia esantematica tipica dell’infanzia ma, se contratta in età adulta o in stato di gravidanza, può comportare gravi complicanze tra cui un possibile effetto teratogeno sul feto. Inoltre il virus non scompare con il decorso della patologia, ma rimane latente nei gangli spinali e, in età adulta, può ripresentarsi come fuoco di Sant’Antonio.
Dall’analisi dei dati si evince anche che, nel lustro 2013-2018, la copertura vaccinale è rimasta stabile, nonostante le fake-news relative alla connessione tra vaccini e comparsa dell’autismo nei bambini.