Sua maestà lo spritz, re dell’estate italiana

Chi non ha mai sentito parlare dello spritz? Ormai tutti, da nord a sud, non possono fare a meno di conoscere questo ormai celebre drink, anche dove la moda dell’aperitivo fa ancora fatica ad attecchire.

Il motivo del successo dello Spritz è dovuto a numerose ragioni: è un drink fresco e leggero, può essere bevuto piacevolmente fuori pasto ed è fatto con ingredienti a basso costo (anche se la sua ampia diffusione sta avvicinando il suo prezzo a quello dei più affermati cocktails, come il Mojito o il Caipiroska). Non da ultimo ha giocato un ruolo rilevante anche il marketing promosso dalla Campari Group, proprietaria del celebre marchio Aperol fondato dai fratelli Barbieri.

Sembra invece andare controcorrente Rebekah Peppler, che il 9 maggio del 2019 ha pubblicato un articolo piuttosto critico sul New York Times.

There is a problem: the Aperol spritz isn’t actually good.

“C’è un problema: lo spritz Aperol non è buono!” – Rebekah Peppler

A suo dire il problema principale dello spritz è che nella sua semplicità, non è un drink facile da preparare: se si utilizzano gli ingredienti sbagliati, si rischia di ottenere un pessimo risultato.

If your finished drink tastes like a children’s vitamin, it’s wrong.

“Se il tuo drink ha un sapore simile alle vitamine per bambini, è stato fatto male.” – Rebekah Peppler

Ma chi è che non può proprio fare a meno dell’aperitivo? Secondo i dati dell’Istat, dal 2012 al 2018 è la provincia autonoma di Bolzano la zona d’Italia dove c’è stato il maggior consumo di alcolici fuori pasto dagli 11 anni in su. A seguire troviamo il Friuli- Venezia Giulia, la Valle d’Aosta e la provincia autonoma di Trento. Fanalino di coda Campania, Puglia, Sicilia e Calabria.

Fonte dei dati: ISTAT.

Anche se questi dati possono non sorprendere, dato che la cultura dell’aperitivo è sicuramente più diffusa al Nord che al Sud, ciò che può sorprendere è l’aumento delle ricerche su Google Trends del termine “Spritz” dal 2012 al 2018. In questo periodo si è avuto un aumento addirittura di più del 50% nel mese di giugno, luglio e agosto, mentre è rimasto pressoché costante nei mesi di gennaio e febbraio. Sempre in riferimento allo stesso periodo, invece è stato il Veneto la regione dove lo “Spritz” ha avuto una maggiore frequenza di ricerca in proporzione al totale, seguito dalla Valle d’Aosta e il Friuli-Venezia Giulia. Abruzzo e Calabria invece sono gli ultimi in classifica.

Anche qui nessuna sorpresa, se pensiamo all’origine dello Spritz: esistono numerose teorie, ma quasi tutte conducono nella zona del Triveneto, l’area geografica che oggi corrisponde a Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Trentino-Alto Adige. Anche l’Aperol, una delle principali macchiature dello spritz,  viene prodotto la prima volta nel 1919 a Padova dalla  Fratelli Barbieri (oggi Gruppo Campari). È di macchiature infatti che si sta parlando perché, anche se ormai l’idea più diffusa è quella di un bel colore arancio o rosso, in realtà lo spritz vero e proprio  è quello che ancora oggi viene ritenuto tale in Friuli-Venezia Giulia, ossia del semplice vino fermo bianco con l’aggiunta di acqua frizzante. Sono stati i soldati austriaci, nel periodo della prima guerra mondiale durante l’occupazione austriaca sul Piave tra le colline di Valdobbiadene e Conegliano, regno del Prosecco, che cominciarono a diluire i vini veneti con l’acqua gassata, trovandone il sapore troppo forte. A confermare questa ipotesi è il nome stesso del drink che deriva dal verbo tedesco spritzen, che tradotto significa spruzzare . Se qualcuno lo voleva “macchiato” si aggiungeva il Bitter. Solo con il passare degli anni è arrivato il Selz, insieme ai liquori più o meno forti e alla buccia di limone o arancia.

Secondo altre scuole di pensiero, lo Spritz ha una tradizione molto più antica. Prima di diventare parte del costume di tutto il Triveneto, questo drink era già conosciuto nel medioevo e qualcuno sostiene addirittura in epoca romana. Ma qualunque sia la storia sulla sua origine, una cosa è certa: lo Spritz è il re degli aperitivi italiani!