I progetti del Bauhaus anno per anno

La Staatliches Bauhaus è stata una scuola di architettura, arte e design tedesca, fondata da Walter Gropius e attiva tra il 1919 ed il 1933 nel contesto storico e culturale della Repubblica di Weimar. Lo studio dei dati presenti nell’open-archive del Bauhaus-Archiv di Berlino permette di osservare alcune peculiarità.

La maggior parte dei progetti del Bauhaus sono stati concepiti nel 1924. In quell’anno i bauhausler disegnarono soprattutto mobili, seguiti da progetti per metalli, giocattoli, opere su carta, oggetti tecnologici e prodotti tipografici.

Anche l’anno precedente fu molto prolifico. Un forte incentivo fu sicuramente l’organizzazione della prima esposizione pubblica della scuola, datata 1923. Migliaia di visitatori si recarono presso l’Istituto, e per una settimana si susseguirono manifestazioni musicali, teatrali e conferenze in cui intervennero ospiti eminenti. Il tutto fu documentato dalla stampa nazionale e internazionale, in questo modo i princìpi del Bauhaus lasciarono le mura dell’Istituto e raggiunsero un po’ tutta Europa, trasformandosi in un caso di cui parlare. Come scrisse Hans Maria Wingler “il Bauhaus divenne un’idea”. Per quanto Gropius ritenesse prematura tale mostra, a posteriori riconobbe la grande accelerata che diede alla produzione e all’evoluzione tecnica della scuola, unita all’acquisizione di una sempre maggiore notorietà.

Come emerge dai grafici negli anni centrali, tra il ‘24 ed il ‘28 furono progettati soprattutto mobili come sedie, tavolini, cassettiere. Prima fra tutte la famosa sedia Wassily di Breuer del 1925.

In generale i laboratori più attivi furono quelli di tipografia, di falegnameria e metallurgia (operarono spesso congiuntamente nel disegno dei mobili) e il laboratorio di tessitura.

La sopravvivenza della scuola fu ripetutamente minata dalla violenza nazionalsocialista, e per ben tre volte l’Istituto fu costretto a chiudere. La prima volta a Weimar nel 1925, poi nel 1932 a Dessau e definitivamente a Berlino nel 1933. In questo scenario le bauhausler furono decisive. Esse fornirono un importante sostegno economico alla scuola con i loro prodotti tessili, quasi gli unici ad essere stati effettivamente realizzati in quegli anni.

Le donne al principio non furono molto gradite tra le mura della scuola. Alcuni ritennero il gusto femminile troppo decorativo, e quindi poco adatto alla progettazione architettonica. Per questa ragione i dirigenti pensarono che l’unico laboratorio adatto a loro fosse quello di tessitura. Inizialmente condivise questo pensiero anche Gropius, ma ben presto cambiò idea, osservando la perseveranza nello studio tecnico e artistico delle studentesse.

Gunta Stölzl, la prima direttrice tecnica del laboratorio, dal 1927 fu affiancata dall’artista Paul Klee, che accompagnò le sue studentesse nella comprensione delle leggi della decorazione e della composizione cromatica. Da quelle lezioni nacque la nuova figura della disegnatrice e le allieve fin da subito iniziarono a mettersi in proprio, realizzando tessuti in autonomia.

Nonostante la visione prevalentemente materialista e razionalista di Gropius, egli cercò sempre di trasmettere l’importanza dell’equilibrio tra razionalità e spiritualità, tanto nello specifico della produzione quanto nella vita di tutti i giorni.

Il progetto pedagogico e sociale del Bauhaus ha vissuto anni decisamente travagliati. Forse furono proprio tali condizioni a costituire lo slancio vitale necessario per innovare radicalmente la progettazione tedesca prima, e quella globale poi. Come sostenne Wingler, considerando le normali differenze date dal passare del tempo, gli esiti delle ricerche metodologiche e pratiche del Bauhaus continuano ancora oggi a caratterizzare il design contemporaneo, così come l’importanza del lavoro di equipe all’interno di accademie e studi di progettazione, nonché la memoria dei “segreti” della produzione tradizionale cosiddetta artigianale.